Forlì: L’IsoladelTesoro 2017 presenta Che Fine Ha Fatto Il Piccolo John

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03 marzo 2017 presso Teatro Testori Forli a Forlì.

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COMUNE DI FORLÌ Assessorato alla Cultura – Pari Opportunità e Conciliazione – Politiche Giovanili
FO_EMOZIONI Gruppi Forlivesi Insieme per il Teatro

nell’ambito de

“L’ISOLA DEL TESORO 2017”
Rassegna dei Gruppi e delle Associazioni Teatrali di Forlì
Teatro G. Testori Forlì

presentano in Prima assoluta

VENERDI’ 3 MARZO 2017 ore 21
TEATRO DELLE FORCHETTE
”CHE FINE HA FATTO IL PICCOLO JOHN?”
scritto e diretto da Massimiliano Bolcioni
Info e prenotazioni: 0543 1713530 – 339 7097952

Il secondo spettacolo della rassegna dei Gruppi Teatrali di Forlì sarà con una produzione del TEATRO DELLE FORCHETTE dal titolo “Che Fine Ha Fatto Il Piccolo John?”.

SPETTACOLO VINCITORE DEL PRIMO PREMIO ALLA RASSEGNA DCQ – I EDIZIONE – LINEA D’OMBRA C/O Teatro Spazio Uno- Roma – MIGLIOR ALLESTIMENTO SCENICO
“Per la capacità di ricreare più piani scenici su un unico livello e di restituire un’ambientazione ricca e complessa con pochi ma ricercati elementi scenici; per l’apprezzato utilizzo di sole luci diegetiche, per i costumi e per le ottime musiche originali,”

Dal racconto noir di Henry Farrell e dal film omonimo di Robert Aldrich che rilanciò le carriere di Bette Davis e Joan Crawford, l’adattamento teatrale di Massimiliano Bolcioni estrapola i concetti e i simboli chiave che fecero di questo film un cult e un modello iniziatore di generi cinematografici e fino a tutt’oggi un forte esempio di cultura camp, prendendone in considerazione non solo i motivi originali ma anche le storiche derivazioni. Ecco quindi “ il piccolo John” diventare qui finalmente quel mostro dell’inconscio e della psiche che è, in una atemporale dimensione dove tutti i clichet vengono esplorati ed evidenziati fino al punto di vedere le “illogiche” terrificanti conseguenze, che renderanno il tutto un’autentica “tragedia greca contemporanea”. Se vogliamo, lo spettacolo diretto da Massimiliano Bolcioni prodotto da Teatro Delle Forchette e interpretato da Stefano Naldi, Antonio Sotgia assieme a Alice Liverani ed Enrico Monti, è pertanto un fascinoso, inquietante e spaventevole esempio puro di come rileggendo attentamente persino sceneggiature cinematografiche di film reputati non subito di serie “A” quali il sopracitato, si possano oggigiorno disseppellire attraverso l’Arte della Scena temi profondi e anche scomodi all’epoca sacrificati per vari e svariati motivi, quali, come nel nostro caso, l’omosessualità e il tema del diverso inteso anche come condizione fisica. Il tutto sotto l’egida di un sacro stato d’ansia che la messa in scena costruisce e protrae per tutto il tempo, creando così “ suspence “ a puntino sorretta non solo dalle solide interpretazioni di protagonisti e co-protagonisti, ma anche dalle inquietanti a volte spaventose a volte malinconiche quando non fatali musiche inedite scritte appositamente da Alexander Cimini per questo lavoro.

NOTE DELL’AUTORE AL TESTO
“Poche e decise. Questo testo non parla di omosessualità se non marginalmente quindi non se ne faccia un manifesto pro o contro i diritti gay lesbici etc etc. Si parla invece di crudeltà dell’individuo e sociale autentica non presupposta o auto conclamata, quindi i veri “cattivi” a prescindere dalla trama principale, sono fondamentalmente i cosiddetti “normali” e quindi Edna Stitt e Edwin Flagg. Pronti a giudicare e condannare solo dalle apparenze, sia che questo avvenga per estremo affetto come nel primo caso che per interesse personale nel secondo. La tragedia principale sta nell’impedimento stesso dell’individuo, verso gli altri e verso se stessi, sia morale che fisico, che confluisce nell’accidia di fronte al problema da risolvere. Tutti in definitiva gridano aiuto di fronte a colui che annega ma nessuno o quasi tace e agisce tuffandosi per salvare il malcapitato. Anche quando la persona che annaspa e quella che potrebbe aiutare risultano essere lo stesso individuo. John maltratta il fratello ma non lo abbandona, Blake subisce, non perdona e ricatta moralmente ma soprattutto non può camminare. Edwin si rende immediatamente conto di chi si trova di fronte ma finge di non sapere. Edna è una di quelli che si tuffa ma ne paga le conseguenze “affogando” con la vittima. La battuta più crudele e cardine di tutto il testo utile a cogliere il perno registico quindi diviene la seguente pronunciata da John al fratello; “Ma tu ci sei, Blake! Ci sei inchiodato su quella sedia! Ci sei e ci rimarrai inchiodato fino al giorno della tua morte su quella sedia Blake! Cacciatelo in testa! Ecco come stanno veramente le cose!” Il non potere cambiare l’ordine scritto del Destino nonostante per tutta la vita si sia tentato di fare il contrario. Da qua, il paragone con la Tragedia Greca classica. E relative conseguenze. Il resto parla da solo, basta saper ascoltare”
MASSIMILIANO BOLCIONI

Cast
JOHN HUDSON … ANTONIO SOTGIA
BLAKE HUDSON … STEFANO NALDI
EDWIN FLETCHER … ENRICO MONTI
EDNA STILLER … ALICE LIVERANI

Figurini e Bozzetti Scenografici MASSIMILIANO BOLCIONI / Costumi CARMEN MATTURRO / Musiche Originali ALEXANDER CIMINI / Laboratorio Scenografico e Accessori – T.D.F. / Tecnico Audio-Luci MASSIMILIANO BOLCIONI / Responsabile di Produzione STEFANO NALDI – ANTONIO SOTGIA / Regia MASSIMILIANO BOLCIONI

Info e prenotazioni: 0543 1713530 – 339 7097952

Indirizzo: Viale A. Vespucci 13, Forlì
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