San Giorgio a Cremano: Innaugurazione Cantieri d’Arte Pignatelli

11 marzo 2016 presso San Giorgio Largo Arso a San Giorgio a Cremano.

L’Italia conta il maggiore numero al mondo di beni artistici e culturali tutelati dall’Unesco.

L’art. 9 della Costituzione recita:“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura ….(e la ricerca scientifica e tecnica) tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”).
il Codice dei Beni Culturali (art. 6), “la valorizzazione consiste nell’esercizio delle funzioni…. dirette a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica del patrimonio stesso”.
E’ indubbio che il valore del loro pregio, proprio dei beni culturali e ambientali sia un valore d’uso quindi non un astratto “valore in sé”, e che a sua volta esso vada identificato nella loro potenzialità di trasmettere al contempo, conoscenza storica e godimento estetico; la valorizzazione come finalità è in relazione diretta con la conservazione e la tutela di un bene per la fruibilità culturale del bene stesso.

Per sottendere a tali obiettivi bisogna agire con valide ed accurate strategie d’intervento, per creare concreti luoghi di cultura,con iniziative che partono dall’intento di promuovere il valore d’uso dei beni culturali e iniziative, con l’intento di sfruttarne il valore di scambio, inteso a produrre anche un utile da poter essere reinvestito oculatamente per restauri e altre finalità positive.

Tra i tanti siti dimenticati, di cui il nostro territorio abbonda, uno in particolare, a nostro avviso, ha urgenza di essere preso in considerazione, Villa Pignatelli di Montecalvo, sito in Largo Arso in S.Giorgio a Cremano.

Nonostante ci siano stati vari e vani tentativi per suscitare interesse sulla sua condizione di degrado in cui verte la villa, le nostre associazioni sono ben determinate a ricercare ed individuare nuovi modi e strategie per raggiungere lo scopo, come definito nella premessa, di valorizzazione e di giusta fruibilità di un bene.

Proposta di Progetto “In Villa Pignatelli

Lo sviluppo del progetto prevede l’implementazione di una precisa strategia di valorizzazione culturale attraverso la realizzazione di eventi finalizzati, tanto negli aspetti legati al recupero, quanto negli aspetti legati al processo di innovazione culturale.
Ambisce, inoltre, a rafforzare la conoscenza da parte delle comunità locali ed a conquistare l’attenzione anche di un pubblico extra regionale che può essere attratto dal significativo patrimonio di peculiarità naturalistiche, ambientali e culturali, diffuse su gran parte del territorio vesuviano.

Date queste premesse, la creazione di una sinergia tra soggetti per un nuovo modello di sviluppo socio-economico che combini i diversi fattori presenti nel sistema locale, può diventare un’opportunità e, insieme, un’esigenza.
CENNI STORICI

Villa Vanvitelli, è così che il popolo di S.Giorgio a Cremano chiamava la villa, tanta la sua maestosità e bellezza, situata a Largo Arso angolo con via Botteghelle, tra le ville vesuviane del Miglio d’oro più rappresentative sotto il profilo architettonico, e “magnifica” come la definisce Cesare De Seta, un fulgido esempio di architettura barocca.
Villa Pignatelli di Montecalvo, oggi solo un rudere, una villa vittima dell’incuria del tempo e degli uomini.
ha resistito a 250 anni di storia, ad eruzioni catastrofiche, a movimenti tellurici a due guerre mondiali, a una buona varietà di epidemie e allo spopolamento postindustriale, ma non potrà mai sopravvivere all’indifferenza ed all’indolenza.

Una fitta, imponente, invasiva rete di ponteggi turba lo sguardo, salendo dal mare fino a largo Arso, un cartello anch’esso violato dal tempo, ci documenta che si tratta della famosa villa Pignatelli di Montecalvo. Osservando i disegni d’epoca e supportati dalla storia si può intuire l’originaria architettura e la grandiosità di una tra le ville vesuviana del ‘700 unica nel suo genere.
La villa fu edificata nel 1747, per volontà della principessa Emanuella Caracciolo Pignatelli duchessa di Montecalvo che, fortemente legata alla città, acquistò una tenuta che si estendeva per quattro ettari.
Il progetto originario della villa venne erroneamente attribuito, a Ferdinando Sanfelice, ma da ulteriori studi, si è scoperto che è ad opera di un geniale, quanto oscuro architetto, Girolamo Molino.
Il Molino progettò e diresse i lavori di questa dimora principesca dal 1741 al 1747, il proseguimento dei lavori fu affidato a frà Giacinto da Foggia, che rispettò il progetto originale del Molino; le opere murarie furono curate dal maestro Crescenzo Cozzolino di Resina e gli stucchi dal maestro Marcantonio Ferraro di Torre del Greco.
L’ingresso principale dell’edificio, posto ad angolo con via Botteghelle, si apre su largo Arso, così chiamato perché coperto dalla lava durante l’eruzione del Vesuvio del 1631. Robustamente costruita in tufo, presenta un monumentale portale in pietra lavica con bugne a punta di diamante.
L’edificio presenta uno schema planimetrico a forma di “U” con un atrio centrale a pianta ellittica; al centro della volta si trova una metopa, cioè una formella in pietra, con le iniziali E.M. ( iniziali del secondo proprietario, Emiddio Mele )
Dall’atrio, corredato da panchine di piperno, si dipartono due scaloni rococò d’accesso al piano nobile della stessa pietra vesuviana che, grazie all’abilità della mano dello scalpellino, presentano una serie di fregi e volute delicati e leggeri. La forma data a questi scaloni è svasata verso il basso e volutamente ricorda un fiume di lava vulcanica.
Al piano nobile, corrispondente all’atrio è ubicato un ampio salone a pianta ellittico sormontato da una cupola. Altre due scale, sebbene siano di grande effetto, sono un’aggiunta ottocentesca, create con funzione di sbocco ai terrazzi panoramici.
Dal cortile posteriore lo sguardo d’insieme della villa aveva una connotazione assai suggestiva: le logge, le arcate, i porticati e le terrazze producevano un notevole effetto scenografico, tipico del barocco napoletano. Nelle due ali, basse e sormontate da giardini pensili, trovavano posto gli alloggi dei domestici, le stalle, le rimesse per le carrozze, un macello e la chiesa. La cappella gentilizia, dedicata alla Madonna Immacolata, con un meraviglioso pavimento di maioliche, era corredo indispensabile alle dimore settecentesche, dal momento che Carlo III di Borbone, religiosissimo, quasi pretendeva che ogni casino di villeggiatura ne avesse una.
Questo è ciò che era Villa Pignatelli di Montecalvo; oggi, invece, è praticamente un rudere puntellato per la messa in sicurezza. Gli stucchi sono quasi interamente scomparsi; sul portone si vede ancora lo stemma della famiglia, riposizionato nel 1959 dopo che per vario tempo era stato abbandonato in un angolo dell’atrio. La cappella è diventata un box auto dove le macchine poggiano sul pavimento di maioliche; il palazzo è in parte occupato. L’atrio centrale è diventato un ventre vuoto ricettacolo di immondizia; l’apertura posteriore conduce ad uno spazio aperto destinato a parcheggio.Nonostante la Villa Pignatelli di Montecalvo sia stata spesso utilizzata come location cinematografica, nel 1992 del film di Lina Vertmüller con Paolo Villaggio “Io speriamo che me la cavo“, e nel 2011 del suo film Reality di Matteo Garrone, e quindi ha goduto di grande visibilità, questa grande opera rimane nello stato di abbandono più totale.

Proposta attività ed eventi culturali per l’utilizzo del salone di Villa Pignatelli

Le associazioni Ting(h)elTang(h)el e Comunità Nuova, di cui una con sede a Napoli ed una a San Giorgio a Cremano, si sono unite in un percorso culturale unico teso a ridare il giusto valore artistico ad un fabbricato così importante ed imponente ma sino ad oggi troppo dimenticato dagli Enti preposti o usato da produzioni per propri fini artistici ma poi abbandonato.
L’intento è di risvegliare e sensibilizzare, mediante la realizzazione di eventi, le coscienze artistiche, tecniche, politiche, imprenditoriali e cittadine sul gravoso problema dello stato di abbandono in cui versa questo meraviglioso monumento settecentesco.
Gli eventi, si realizzeranno all’interno della bellissima sala di forma circolare sita al Primo piano di Villa Pignatelli.
Il nostro progetto, riconoscendo l’importanza di dar vita ad uno spazio d’incontro per azioni culturali e sociali di animazioni territoriale quale fattore di crescita culturale, integrazione sociale e sviluppo economico, sostiene varie iniziative culturali che spaziano fra danza, musica, teatro, poesia e arti visive, da poter far rientrare anche nell’ambito del programma che l’Amministrazione Comunale intente realizzare nel corso dell’anno, coinvolgendo altresì anche altre associazioni e realtà culturali del territorio.
Descrizione programma
Concorsi di musica, teatro, arti visive, scrittura creativa rivolti sia ai giovani che ad adulti.
Serate a tema
Concerti che spaziano nei vari generi musicali
Spettacoli teatrali
Mostre
Convegni
Cineforum
Serate danzanti
Nina Borrelli – Costantino Punzo – Diego Fornari

Innaugurazione Cantieri d

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